Amsterdam, a spasso tra canali e curiosità

Città Paesi Bassi
online da
20/10/2017

Città di nuvole e vento. Di canali, ponti, palazzi stretti (e storti). Di biciclette e case sull’acqua. Chiese che convivono con vetrine a luci rosse, odore di cannabis fuori dai coffeeshop. Stradine acciottolate e ampie vie dello shopping. Manichini nei negozi che si baciano o si fanno selfie.

Città aperta, estrosa, multiculturale. Eccola, Amsterdam. Sei prontə a passeggiarci con me?

In esplorazione lungo i canali

La capitale dei Paesi Bassi è una città strappata al mare, nata come diga (dam) sul fiume Amstel che l’attraversa. È un capolavoro di ingegneria il centro storico, un ricamo di vie d’acqua costruito a scopo commerciale nel Seicento, il secolo d’oro olandese, e inserito nel 2010 fra i Patrimoni dell’umanità dall’Unesco.

Quattro i principali canali cittadini (grachten) che cingono in mezzelune concentriche il cuore della capitale – il più interno è il Singel, poi vengono l’Herengracht, il Keizergracht, infine il Prinsengracht – collegati fra loro dai tanti corsi minori che si dipanano come fili di una matassa.

Passeggiamo senza una meta precisa, vagando di canale in canale, angolo dopo angolo. Credo sia questo il modo migliore per assaporare appieno il cuore vecchio di Amsterdam e scoprirne, una ad una, le curiosità. Unica accortezza, far attenzione alle bici che sfrecciano a gran velocità, tantissime, vecchiotte, dagli alti manubri.

Le case galleggianti di Amsterdam

Ci troviamo sull’Oudeschans, il canale su cui svetta la torre cinquecentesca Montelbaanstoren. È l’ultimo riferimento che avremo: partendo da qui, giocheremo a fare zig zag tra ponti e vie, con il naso un po’ all’insù, un po’ all’ingiù.

All’insù, per ammirare le facciate dei palazzi storici in fila lungo i canali come soldatini impettiti. All’ingiù, per curiosare fra le case galleggianti, adagiate sulla superficie dell’acqua a mo’ di ninfee.

Queste case, infatti, sono barche. Barche più o meno vecchie, più o meno lunghe, più o meno arrugginite, ancorate alle sponde dei canali e riconvertite ad abitazioni. Piccole e spartane, sono dotate di ogni servizio, almeno così si dice. Io penso si tratti di un comfort più che minimal e mi bastano un paio di notti ottobrine passate nella microscopica cabina di una houseboat (esperienza insolita ed elettrizzante, che ti consiglio) per immaginare il freddo che deve fare in pieno inverno nelle “case-barche”.

Vite in scena dietro le finestre

Ciò che più mi rapisce, girovagando tra i canali, sono le ampie finestre che bucano le facciate dei palazzi. Non c’è ombra di imposte, poche le tende. In sostanza, poca la privacy per chi ci abita.

Un piano sopra l’altro, i finestroni spogli si offrono al nostro sguardo quasi fossero vetrine allestite con cura (poi, sì, ci sono le altre vetrine, le più celebri di Amsterdam…).

In mostra, qui, ci sono le faccende quotidiane delle famiglie olandesi. C’è chi è ai fornelli in una piccola cucina, chi siede al tavolo in attesa del pranzo, chi scrive al computer, chi si rilassa sul divano. E ci sono i gatti che osservano il via vai dai davanzali.

Incontro pochissime finestre protette da battenti in legno. Appartengono ad ex depositi, edifici nati come magazzini di raccolta merci, in seguito adattati ad abitazioni civili.

Per le case progettate come tali, invece, non c’è bisogno di oscurare il mondo fuori, al contrario. C’è bisogno di vetrate che accolgano quanto più sole possibile, nella luce fredda e sopita del Nord.

Palazzi stretti (come finestre) ad Amsterdam

I palazzi che orlano i canali del centro, accostati gli uni agli altri e chiusi in cima da eleganti frontoni, sono alti e stretti. Tra loro si nasconde persino una delle case più strette al mondo. Sapevo dove andare ma ci ho messo un po’ a trovarla, tanto è sottile. Pensate che la sua facciata, al n. 7 del Singel, è larga poco più di una finestra.

Come si spiega questa peculiarità? Nel Seicento, la tassa sugli immobili cittadini veniva calcolata in base alla larghezza della facciata delle case. Da qui l’escamotage dei signori dell’epoca: costruire palazzi stretti alla base e frontalmente, che si sviluppassero in altezza e, soltanto sul retro, in larghezza.

Le case inclinate di Amsterdam

Altra curiosità, Amsterdam è ricca di case tese in avanti, con le facciate che si sporgono sui canali sottostanti. Le stesse sono dotate di un gancio grande e robusto sul culmine dei frontoni. Lì, un tempo, si appendeva la carrucola che serviva ad issare il mobilio sino alle finestre, data l’impossibilità di farlo passare per le ripide ed anguste scale interne.

Si spiega così l’esigenza di costruire facciate inclinate in avanti, tali da evitare che gli oggetti sbattessero contro la parete durante la salita aerea.

Scende la notte, spettacolo di luci

Un passo dopo l’altro, piazza dopo piazza, un panino di aringa e un paio di pancake più tardi, è precipitato il buio. Mi trovo su uno dei ponti che attraversa il Prinsengracht, il canale dei principi, quello che più mi resterà impresso per stile, ma non solo (è il canale su cui si affaccia la casa di Anne Frank, di cui racconto nel post Amsterdam, l’Alloggio segreto: i sogni in gabbia di Anne Frank).

Si accendono le luci della città, le finestre si animano di sfavillii dorati. L’acqua è pronta a replicare e lo spettacolo, in un baleno, si fa doppio. Come brilla Amsterdam.

***

Conoscevi già le piccole curiosità che ti ho raccontato su Amsterdam? Ne sai altre? Aspetto tuoi commenti!

La bellezza di questa città, naturalmente, non si esaurisce qui. Se sei in cerca di una storia unica e di un angolo di quiete nel cuore della città, vai al cortile delle Beghine. E se sei in città, ti consiglio una gita in giornata fra i mulini di Zaanse Schans per un tuffo nel passato.

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4 commenti
  1. Rispondi

    Michelangelo

    24/10/2017

    Belle foto, complimenti!

    • Rispondi

      francivinai

      24/10/2017

      Viste le tue, è un bel complimento, grazie! 😊

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FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao, benvenut* su Takeanyway. Sono Francesca, di professione giornalista e creativa, per passione viaggiatrice in cerca di storie. Viaggio per abbattere frontiere, per catturare scorci, per nutrirmi di incontri, per scoprire curiosità vicine e lontane, da raccontarti qui. Lasciati ispirare e fai buon viaggio.

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