Tempo che corre, Marocco alle porte

Pensieri
online da
01/09/2018

Si avvicina una nuova avventura ed io sono in alto mare. Il Marocco mi aspetta, ma io non ho ancora iniziato ad andargli incontro. Piuttosto, vado incontro al tempo che corre e corro anch’io, tra un impegno e l’altro.

Quant’era dolce il sapore dell’attesa

Mi piacciono le mie giornate affaccendate, sia chiaro. Ma è in momenti come questi, con un nuovo viaggio alle porte, che vorrei fermare le lancette dell’orologio e godermi l’attesa. Assaporare a poco a poco i giorni che mi separano dalla partenza, studiare cartine, raccogliere consigli. E poi ritrovarmi alla fine del lungo conto alla rovescia con l’aria rilassata di chi è in modalità aereo.

Invece, mancano un paio di giorni al via e ho ancora tutto da fare. È la prima volta che mi capita e la cosa mi rende un tantino nervosa. Non amo improvvisare.

Sono lontani i tempi in cui ogni mio viaggio iniziava mesi prima della partenza, nel momento esatto in cui incominciavo a reperire informazioni sulla nuova meta. Scelta la destinazione e definiti i contorni del viaggio (in agenzia o in autonomia) iniziava il rituale: divorare guide turistiche in pausa pranzo, guardare video, leggere blog, scarabocchiare mappe, segnare percorsi, organizzare la valigia.

Un viaggio in anteprima – sognato e studiato – per arrivare pronta all’esperienza reale. Così è stato per i miei più recenti viaggi in Sudafrica, a Cuba, in Bolivia e Perù.

Le storie prima di partire

Diverso il caso del Marocco. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i miei impegni, professionali e non, e il tempo libero si è ridotto a qualche ora notturna passata qui sul blog. Così mi sono affidata alla mia agenzia di viaggi di fiducia perché costruisse per me e Livio un tour su misura, ho rinunciato alla guida da sfogliare in anticipo, non ho studiato storia e struttura delle città che visiterò, ho sorvolato sui chilometri di strada che macineremo.

Ora, una domanda. Secondo te potrei mai partire per una terra incognita, marocchina in questo caso, senza avere la minima idea di cosa mi aspetta? Ovvio che no. Il viaggio non può né deve ridursi alla parentesi di giorni in cui si è via da casa.

Per questo ho deciso di leggere a spizzichi e bocconi racconti dal Marocco: piccole fughe dalla realtà per pregustare l’atmosfera che mi aspetta. Sono storie intriganti quelle che scorro rapidamente, sanno di città rosse e blu, di polvere oltre le mura delle kasbah, di suk affollati, di spezie e cuoio, di mistero e ostentazione, di turbanti e tramonti.

L’itinerario in Marocco

Faremo parecchia strada in terra marocchina. Passeremo dalle città imperiali ai piccoli centri sull’Atlante, dalle foreste al deserto.

Partiremo da Marrakech per un viaggio in auto verso nord che ci porterà a toccare l’oceano, fra CasablancaRabat. Proseguiremo ancora a nord, insinuandoci nell’entroterra fino a Chefchaouen, la città che mi avvolgerà nel blu delle sue case. Non vedo l’ora.

Devieremo a sud, dove ci attendono Meknès e Fès. Attraverseremo foreste di cedri, vallate e gole in un saliscendi che ci condurrà alle porte del Sahara. Ci inchineremo di fronte alla città fortificata di Ait Ben Haddou, ripasseremo da Marrakech per un ultimo saluto a Essaouira.

Accarezzeremo dune di sabbia, seguiremo le rotte delle carovane, dormiremo sotto le stelle. Berremo tè alla menta, oh sì che ne berremo. Ci intrufoleremo in piccoli villaggi e nei mercati affollati di odori e sapori.

Chissà chi incontreremo, chissà se sarò brava a contrattare al mercato, se mi capiterà di indossare un velo a coprire il capo, se mi innamorerò di nuovi scorci.

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FRANCESCA VINAI
Italia

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