C’è chi viaggia in auto e chi in aereo. Chi va vicino, chi lontano. C’è chi sceglie il relax, chi cerca l’adrenalina. Chi organizza il viaggio nei minimi dettagli, chi lo vive giorno per giorno. E poi, c’è chi si perde nelle vie tratteggiate in un libro o nei paesaggi sconfinati di un film.
Sono tanti i modi per viaggiare, anche quando a trasportarci altrove sono le parole e le immagini, che siano un romanzo, un documentario, il racconto di un blogger, una fotografia, una canzone.
Ciò non toglie che viaggiare davvero sia un’altra cosa. Muoversi, fare una valigia e varcare il confine dei nostri spazi quotidiani restano un’esperienza a sé.
Il mondo in un clic
Ne parlo perché mi sono imbattuta nel racconto di un lettore de La Stampa – Tra Bordighera e Bardonecchia l’estate non cambia – che mi ha portato a riflettere sul significato del viaggio.
Stefano, questo il suo nome, scrive di amare i viaggi ma di andare controcorrente: da sempre trascorre le vacanze estive nei suoi due luoghi del cuore, Bordighera e Bardonecchia.
È qui che ritorna anno dopo anno, con orgoglio. Di Bordighera, in particolare, elogia il “mare caraibico”, sebbene lui i Caraibi – per sua stessa ammissione – non li abbia mai assaporati, se non tra le pagine del Corsaro nero di Salgari.
Stefano si dice convinto che i viaggi immaginari siano persino migliori di quelli veri, grazie ai libri, appunto, o grazie agli strumenti che il web mette a disposizione: anche le più lontane metropoli del mondo sono visitabili online con estremo realismo, “quasi com’essere sul posto”.
Già, “quasi”… Qui sta la grande fregatura. Il web accorcia le distanze e fa del mondo un “villaggio globale”, in cui basta un clic per avvicinarci a luoghi distanti migliaia di chilometri. Però, vedere una località online – tramite un video, qualche foto o una passeggiata virtuale su Google Street View – non è viverla.
Viaggiare davvero è un’altra cosa
Prendiamo una qualsiasi città. Per scoprirla, bisogna camminarci, respirarne gli odori, ascoltarne i battiti, incrociare lo sguardo della sua gente e parlarci. Bisogna perdersi nei suoi meandri, viverne il caos, fianco a fianco con chi la abita ogni giorno.
Non bastano le parole degli altri, né le immagini che ci bombardano sul web per bucare il velo dietro cui si protegge la città. Il suo spirito più vero è appena sotto quel velo, pronto a mostrarsi a chi si addentrerà con riguardo tra le sue vie.
Allora, via la pretesa di poter conoscere il mondo intero “dal divano” perché è online, visi(ta)bile qui e ora. Allarghiamo gli orizzonti, quelli veri, scolleghiamoci dal wi-fi e partiamo! 👋
E voi cosa ne pensate? Basta Internet a farvi viaggiare o preferite fare la valigia? Mi piacerebbe leggere la vostra opinione qui sotto nei commenti!
Se vi è piaciuto, condividete il post per farlo viaggiare lontano (anche se, in questo caso, solo sul web 😁). Grazie!


LoPsicoTaccuino
Cara Francesca, innanzitutto ciao!
Sono d’accordissimo con te e sai perché? Perché in realtà ciò che fa la differenza in ogni cosa sono le persone: in un monumento ammiriamo il materiale e il design perché sappiamo che qualcuno quel monumento lo ha progettato e costruito. E ci meravigliamo. Le persone e tutto quello che producono sono ciò che ci meraviglia davvero e al giorno d’oggi ci lasciamo davvero poco tempo per farci stupire!
Un abbraccio.
francivinai
Ben detto, condivido! Proprio qui sta il potere del viaggio: ci fa ritrovare lo stupore e la meraviglia per il mondo che avevamo da bambini e che, nel quotidiano, il più delle volte non coltiviamo più! un abbraccio a te ☺️