Dune e pinguini, il Sudafrica che non ti aspetti

Natura Sudafrica
online da
08/10/2017

Un viaggio on the road tra vigneti, spiagge selvagge, dirupi sull’oceano e un altopiano brillante di cespugli, ci ha portato da Città del Capo verso sud, fino al Capo di Buona Speranza.

Vi siete persi il percorso? Andate al post Capo di Buona Speranza, là dove finisce l’Africa: ci trovate la mappa con le tappe di viaggio Takeanyway nella penisola del Capo, comprese quelle di cui vi parlerò qui. E ora ripartiamo dal punto in cui siamo rimasti…

Quando la nebbia sfida la speranza

La Buona Speranza ci ha ammaliato come una sirena e poi intrappolato in una ragnatela di foschia, via via più fitta. Non saprei dipingere un’atmosfera più adatta per un luogo così leggendario e insidioso.

Sulla spiaggia del Capo, rocciosa, inospitale, schiaffeggiata dalle onde, mi avvolge un’umidità pressante. Annacqua l’aria, mi offusca la vista e si fa così densa da ovattare gli impeti d’ira dell’oceano.

Non amo la nebbia, però qui è perfetta. Si diverte a tenerci in pugno, ingannevole quanto basta per decidere le sorti dei naviganti che si spingono fin qui.

Panorami (mancati) e morbide dune

Il cielo torna limpido non appena lasciamo la spiaggia e risaliamo la costa per raggiungere l’“altro” Capo… Un altro Capo? Sì, perché la penisola, nella sua punta più meridionale, si divide a coda di rondine: il Capo di Buona Speranza a ovest, Cape Point a est, dove sorge il faro.

Cape Point è il promontorio che controlla dall’alto le scogliere frastagliate della Buona Speranza. Dicono che le vedute, da qui, siano grandiose, ma oggi c’è il banco di nebbia, più in basso, a negarcele.

Torniamo in marcia, in direzione nord, lungo la strada che fiancheggia la costa orientale della penisola del Capo. Tante le sorprese che ci aspettano.

A cominciare da Buffels Bay beach, ampia spiaggia di sabbia bianca, cinta da una corona di piccole dune. Appena oltre, un manto erboso che sembra fatto apposta per un tiro a golf.

Sprofondo sui dossi sabbiosi, guardata a vista da vette lontane, appollaiate sulla baia. La spiaggia è deserta, siamo solo noi e l’oceano. E le impronte di qualche babbuino sulla battigia.

Atmosfere english in città

Più a nord raggiungiamo Simon’s Town. La strada che ci porta in città, tutta curve, scende fino al mare dalle colline circostanti, punteggiate di abitazioni immacolate.

Simon’s Town ha le forme e i colori di una cittadina inglese. Lungo la via principale, sfilano edifici tinteggiati di bianco, panna e tonalità pastello. È un susseguirsi di portici ricamati in ferro battuto, muretti in mattone, frontoni triangolari sopra le facciate delle case, finestre sulla baia che assaporano il profumo di oceano.

Dulcis in fundo, i segnali stradali che invitano a prestare attenzione… ai pinguini!

Un posto al sole (per i pinguini)

Simon’s Town ospita una numerosa colonia di pinguini africani. Piccoli e impacciati, si muovono indisturbati a Boulders beach, spiaggia di sabbia fine con i caratteristici massi levigati (i boulders, appunto) adagiati in una piscina naturale verde acqua.

Accediamo alla spiaggia tramite una passerella in legno sopraelevata. È da qui che mi godo lo spettacolo dei pinguini, liberi di esprimersi in totale libertà, nel loro habitat naturale.

Alcuni ciondolano da soli, altri socializzano in piccoli gruppi come vecchi amici al bar. Ci sono cuccioli in cerca di coccole e adulti che zampettano verso l’acqua per un tuffo, tanto buffi a riva quanto agili in mare.

C’è chi si avvicina curioso alla passerella, chi cerca rifugio tra la vegetazione alle spalle della spiaggia, e chi si spinge fino al centro abitato.

Ultime luci sul lido

Mi allontano a malincuore dai pinguini di Boulders beach (troppo teneri!), per raggiungere l’ultima spiaggia della giornata, più a nord, quella di  St. James.

Ci arriviamo nel tardo pomeriggio, con il sole già tramontato. Appena in tempo per un’occhiata alle cabine sul lido in stile vittoriano, prima che se le inghiotta il buio. Brillano al crepuscolo, queste casette di legno colorato, ciascuna con scaletta di ingresso e porta a contrasto, in riva all’oceano.

Finisce qui il viaggio di Takeanyway sulle strade della penisola del Capo. Un’esperienza unica sotto il cielo sudafricano, con un pizzico d’Europa in una scenografia australe.

Voi siete mai stati in questo angolo di Sudafrica o sognate di andarci? Cosa vi affascina di più? Se vi va, ditemelo nei commenti qui sotto… sono curiosa 🐣 E, se vi è piaciuto, condividete il post! 👇

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3 commenti
  1. Rispondi

    Michelangelo

    19/10/2017

    Ottimi i pinguini!!! Io allo stato brado li ho visti solo in Australia. Ho sempre pensato che averne uno come animale domestico mi avrebbe reso la vita migliore!

    • Rispondi

      francivinai

      19/10/2017

      ahahah in effetti anch’io ho pensato di portarmene un paio a casa, in valigia. Mi ha frenato solo la paura che mi facessero saltare in aria tipo “pinguini di Madagascar”… Scherzi a parte, sono meravigliosi!

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FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao! Dietro Takeanyway ci sono io: viaggiatrice, giornalista e creativa. Su questo travel blog non trovate consigli pratici o recensioni, ma emozioni. Trovate scorci, sguardi, percorsi e pensieri in giro per il mondo. Viaggio per abbattere frontiere, per scoprire in punta di piedi luoghi e popoli vicini e lontani e raccontarveli qui. Lasciatevi ispirare e fate buon viaggio!

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