Matera, una conchiglia mi disse… [parte 2]

Cultura Italia
online da
19/11/2017

C’è una conchiglia a Matera. Più di una, in realtà, ma questa è molto particolare; è qui a svelarci il suo sguardo sui Sassi. Se vi siete persi la prima parte del racconto, prima di andare avanti, date un’occhiata al post Matera, una conchiglia mi disse… [parte 1].

* * *

Quanto vorrei passeggiare per Matera. In fin dei conti, però, non posso lamentarmi. Lo scenario che si apre davanti al mio guscio è una sorpresa continua. E poi, io e le altre conchiglie ci divertiamo, osserviamo curiose, chiacchieriamo e la brezza fa volare fino a me i sussurri delle mie compagne più lontane. Senza contare le tante guide turistiche che passano di qua ogni giorno: anche da loro ho imparato molto.

Insomma, pur senza potermi spostare, posso dire di conoscere ogni angolo di questa città, come se l’avessi attraversata in lungo e in largo, anziché essere radicata sulla parete esterna di una casa-grotta, ancorata a quel passato che è insieme il futuro di Matera.

I Sassi di Matera, vergogna e riscatto

Ogni qualche metro si aprono spiazzi intimi, incastonati fra le tante case-grotte che vi si affacciano. È qui che ho visto fiorire la Matera più autentica, quella fatta di condivisione degli spazi, di collaborazione quotidiana, di sostegno reciproco.

La Matera del vicinato, delle case sovraffollate, dell’igiene sospetta, delle difficoltà a campare.

La Matera della vergogna, contro cui puntò il dito l’Italia che correva al ritmo del boom economico negli anni Cinquanta.

La Matera dell’esodo forzato, con i contadini e i pastori materani costretti ad abbandonare i Sassi, per andare a vivere in nuovi palazzoni.

La Matera della (più recente) riscoperta, della rinascita dei Sassi.

Che il riscatto ci sia stato, lo vedo bene adesso che è il sole è alto in cielo. Passato il sopore del primo mattino, i Sassi di Matera brulicano di voci, gesti, movimenti.

Sono vivi e operosi perché, dopo gli anni dell’oblio post-esodo, sono tornati ad essere case (ben più confortevoli di quelle di inizio Novecento, grazie ad un attento restauro) o sono diventati bed & breakfast e piccoli appartamenti per turisti.

La vita come settant’anni fa

Ma non mancano i Sassi abbandonati. Qua e là intravedo muri crollati o in procinto di farlo, finestre vuote aperte su locali spogli, lucchetti chiusi su vecchi portoni, case-grotte sbarrate perché “proprietà del demanio”, o del demonio, come ha riscritto qualcuno. Tutto contribuisce al fascino decadente della città.

E ancora, ci sono Sassi riconvertiti a musei che, con mobilio, strumenti e accessori originali, ricostruiscono la vita nelle case-grotte di settant’anni fa, quando si viveva in dieci e più entro i confini di pochi metri quadri. Il letto (uno soltanto) così alto da poter ospitare al di sotto le galline, una culla lì vicino, un piccolo tavolo, le massicce cassettiere che la sera diventavano letti, il cucinino in un angolo e la cantina qualche scalino più giù. Umidità opprimente, oscurità, olezzo invadente… è un mondo che sembra appartenere a secoli fa, anziché a pochi decenni or sono.

Belvedere sulla Gravina

Chissà quanto è bella Matera dal belvedere al di là della Gravina. Ti ho già spiegato cos’è la Gravina?

È una profondissima fenditura del terreno, sul cui fondo scorre un torrente. Ai lati della spaccatura troneggiano due promontori: uno ospita la città – dove mi trovo io – mentre l’altro è disabitato, selvaggio, inospitale. È fatto di rocce, erba, grotte naturali e chiese rupestri e, soprattutto, offre una terrazza naturale unica affacciata su Matera.

Immagino che, visto da là, l’intricato labirinto dei Sassi sia più che suggestivo. Un vero presepe su cui svetta il campanile del Duomo, sopra il colle della Civita. Poco più in basso, i due principali rioni cittadini: a sinistra il Sasso Caveoso, il nucleo abitativo più antico, a destra il Sasso Barisano.

L’uno accanto all’altro, con una differenza sostanziale: nel Caveoso dominano le case scavate nella roccia, nel Barisano quelle costruite dall’uomo. Grotte da una parte, edifici veri e propri dall’altra.

Sullo sfondo, la desolante processione dei palazzoni figli del secondo dopoguerra. Sia chiaro, io che sono intrappolata nel Sasso Caveoso ne ho solo sentito parlare: le case-grotte me li nascondono alla vista, ma ho sentito dire che i palazzi della periferia sono malandati e che non hanno nulla del fascino dei Sassi. Fortuna che io sono protetta dal cuore antico di Matera.

La sera s’illumina di arancio

Si fa sera, intanto. È questo il momento in cui la città veste i panni del “tempo che fu”. Dopo il tramonto, si accendono lampioni che illuminano di arancio soffuso i Sassi. Si sparge un timido bagliore paglierino fra ombre cupe, che ricorda un vecchio quadro ad olio. Colori antichi, case antiche: un bel colpo d’occhio su un passato (non troppo) lontano.

* * *

Finisce qui il racconto della conchiglia. Avrebbe senz’altro preferito restituirci l’emozione dello sciabordio del mare, piuttosto che sussurrarci di Matera. Ma, in fondo, anche i Sassi sono “portatori sani” di emozioni.

Emozioni forti, aggiungerei, che vanno dall’inquietudine all’entusiasmo. Di certo, Matera non lascia indifferenti, “tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”, come scrisse Carlo Levi.

Tu sei mai stato a Matera oppure conti di andarci? Lascia un commento qui sotto, sono curiosa di sapere la tua! 🙋🙋‍♂️

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3 commenti
  1. Rispondi

    Michelangelo

    19/12/2017

    Sai che quelle gru sullo sfondo c’erano già quando sono andato io 10 o più anni fa…..

    • Rispondi

      francivinai

      22/12/2017

      È colpa delle conchiglie: si sono affezionate (e aggrappate) alle gru e adesso spiace toglierle di mezzo… 😆

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FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao! Dietro Takeanyway ci sono io: viaggiatrice, giornalista e creativa. Su questo travel blog non trovate consigli pratici o recensioni, ma emozioni. Trovate scorci, sguardi, percorsi e pensieri in giro per il mondo. Viaggio per scoprire in punta di piedi luoghi e popoli vicini e lontani e per raccontarveli con parole e immagini. Lasciatevi ispirare e fate buon viaggio!

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