Santuario di San Romedio in Val di Non fra neve e leggende

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24/01/2021

Un bosco innevato, una passeggiata, un luogo sacro e un’antica leggenda con protagonista un orso. Sono gli ingredienti perfetti di una giornata d’inverno in Trentino fra natura e spiritualità. Vi porto con me a scoprire il Santuario di San Romedio in Val di Non, uno dei più ammalianti delle Alpi.

Pronti a partire?

Val di Non vestita di neve

Cielo bianco, strada bianca, meleti bianchi, boschi bianchi, gruppi di case bianche. La Val di Non ci accoglie così, sotto una fitta nevicata che scolorisce ogni cosa. E disorienta.

Io e Livio abbiamo raggiunto quest’angolo di Trentino partendo in auto da Merano. Abbiamo lasciato la città altoatesina di prima mattina, quando l’aria era ancora striata del blu della notte e offuscata da un leggero nevischio, e abbiamo viaggiato in direzione sud verso Passo Palade, 1.500 metri sopra il livello del mare.

Non immaginatevi una salita da Gran Premio della Montagna: la strada che conduce al valico alpino è una lenta ascesa che, raggiunta la sommità, cala sull’altro versante in modo altrettanto graduale. Ed ecco varcato il confine, effimero come si conviene ad ogni frontiera, fra Alto Adige e Trentino.

Superato il paese di Fondo, proseguiamo verso Sanzeno alla volta del Santuario di San Romedio in Val di Non, finché la strada si incunea, temeraria, in una profonda gola. Una fessura d’ombra tra pareti verticali di roccia e boschi di conifere.

Dopo un chilometro di curve, il canyon sboccia in uno spiazzo ricoperto da una soffice coltre di neve. Forse il parcheggio del Santuario che, però, da qui non scorgiamo ancora.

In totale abbiamo impiegato poco più di un’ora per arrivare da Merano, all’incirca la stessa distanza via terra che separa San Romedio da Bolzano.

La passeggiata verso il Santuario

Dal parcheggio proseguiamo a piedi, berretto ben calato sulla fronte, sciarpa alta sul viso, piumino e scarponi. Seguendo le indicazioni, imbocchiamo un ponte in legno su un rio stretto fra pareti rocciose e intrichi di rami imbiancati. Non c’è anima viva ma, visto il tempo, non c’è da stupirsi.

Il sentiero è immacolato e sprofondiamo nella neve fresca. Ci intrufoliamo nel bosco, salendo di quota fino alla base del Santuario. Altero e imperscrutabile, si erge in cima ad una rupe alta più di 70 metri, circondata da declivi rocciosi e pinete imbiancate.

Il suo profilo, un crescendo di edifici alti e stretti addossati l’uno sull’altro, mi fa pensare al castello di una fiaba sperso nel bosco innevato, custode di una natura sovrana. Ma niente magia, niente principesse: il Santuario è un luogo intriso di spiritualità, da secoli meta di pellegrinaggio.

Al centro la figura di San Romedio, eremita tirolese di cui non abbiamo notizie biografiche certe – è in dubbio persino la collocazione storica, il IV secolo d.C. per alcuni, l’anno Mille secondo altri. Tutte le fonti concordano, però, che ad un certo punto della sua vita, spogliatosi di tutti i beni, Romedio si ritirò a vivere sullo sperone roccioso in Val di Non che oggi ne custodisce le spoglie e ne porta il nome.

Il santo, come ci svela l’altorilievo sopra l’arco di ingresso al Santuario, è sempre raffigurato in compagnia di un orso perché secondo la leggenda, quand’era diretto a Trento per far visita al Vescovo, ammansì miracolosamente l’orso che aveva sbranato il suo cavallo, tanto da raggiungere la città sulla sua groppa.

Nel Santuario di San Romedio

Il Santuario ci saluta con un’austera facciata color senape, piccole finestre protette da inferriate e un ingresso centrale ad arco. Tutto tace, tutto è immobile. Il solo movimento che percepisco viene dal fumo che si alza in timide volute da uno dei comignoli.

Attraversato l’ingresso, il cortile interno svela la complessità architettonica dell’eremo fra tetti a spioventi che si incastrano l’uno sull’altro, scale, balconi in legno.

Mi guardo intorno mentre sbuffi d’aria tiepida, da sotto la sciarpa, giocano ad appannarmi gli occhiali. Rompe il silenzio soltanto lo scricchiolio del ghiaccio e del sale sotto gli scarponi.

Eppure qualcuno c’è: non solo ho visto il comignolo sbuffare, ma la neve è stata spazzata via dal cortile acciottolato e dai gradini dell’imponente scalinata in pietra che conduce nel cuore del Santuario.

La imbocchiamo e, salendo a poco a poco, rivedo affacciarsi, sopra il cortile e oltre i tetti, le rocce e i rami immacolati degli abeti che circondano il sito, mezzo nascosti da lembi umidi di nebbia.

La salita con lo sguardo al bosco

I gradini in pietra proseguono all’interno del Santuario senza soluzione di continuità in una salita spirituale, oltre che fisica. Sono 131 in tutto e collegano le cinque chiesette che compongono il Santuario, costruite nel corso di nove secoli, tra il 1000 e il Novecento.

Le pareti che chiudono la scala, imbiancate come se la neve avesse fatto il suo lavoro anche qui, sono affollate di ex voto di pellegrini, testimonianze di una devozione popolare plurisecolare. Disegni, affreschi, ricami, fotografie, storie passate, grazie ricevute.

Più del silenzio, più della tomba del santo, più degli affreschi e delle pale nelle cappelle – in una sovrapposizione stridente di stili – mi colpisce il continuo richiamo al mondo esterno. Sì, perché lungo i muri che accompagnano la nostra salita si inseguono archi privi di infissi, a diretto contatto con il cielo, finestre chiuse da cui sbuca sonnacchiosa la pineta e vetrate a fondi di bottiglia che diffondono bagliori di luce fredda.

Ho l’impressione che questo Santuario non si arrenda ai confini convenzionali di un luogo sacro. La rocca su cui è costruito prende il sopravvento e cerca con ogni mezzo di riappropriarsi del suo spazio, oltre le cappelle, oltre le scale.

Quasi che l’anima di San Romedio gioisse del contatto con quel bosco che l’ha ospitato, solitario e schivo. In comunione costante con la terra, la roccia, l’acqua. La vita di cui ringraziare ogni giorno.

***

Voi siete mai stati al Santuario di San Romedio in Val di Non o vi è venuta voglia di andarci? Fatemelo sapere nei commenti! E se vi è piaciuto questo racconto, condividetelo per far viaggiare anche i vostri amici 🤗

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14 commenti
  1. Rispondi

    Augusta

    25/01/2021

    Sembra un luogo fuori dal tempo. Credo che l’inverno aggiunga magia a questo santuario.

    • Rispondi

      Takeanyway

      25/01/2021

      Grazie Augusta! Da amante dell’inverno non posso che concordare 😍

  2. Rispondi

    Annalisa Trevaligie-Travelblog

    25/01/2021

    Siamo stati in Val di Non in autunno, ma non ero a conoscenza di questo santuario. Mi sarebbe piaciuto moltissimo visitarlo. Un occasione in più per tornare quindi…

    • Rispondi

      Takeanyway

      25/01/2021

      Assolutamente! E se avrete fortuna, troverete anche Bruno, l’orso ospitato da queste parti (essendoci io andata in tempo di letargo, non l’ho avvistato)… Tra gli orsi e San Romedio c’è davvero un rapporto speciale 🤗

  3. Rispondi

    Samu & Marghe - Dovesiba

    25/01/2021

    Bellissimo questo sentiero, le foto sono stupende con la neve, rende il luogo ancora più magico.
    Il Santuario poi è veramente bello gli affreschi sono stupendi. Sicuramente un percorso da fare se si è in zona.

    • Rispondi

      Takeanyway

      25/01/2021

      Grazie mille ragazzi! Sì, per me una sosta imperdibile in Val di Non 😉

  4. Rispondi

    Raffaella M.

    26/01/2021

    La presenza della neve contribuisce a rendere quest’eremo ancora più incantevole. Guardando le prime due foto dell’articolo m’immagino la vostra emozione di arrivare in un luogo immerso in un silenzio ovattato e poi di sentire solo il flebile suono, quasi un crepitio dei vostri passi sulla neve. Mi piacciono i santuari del Trentino con queste logge aperte sulla natura, terrazze e falde molto inclinate. Mi piace essere tra i primi ad arrivare in cima per godere appieno del silenzio che vi regna. La vista di questo bell’esempio d’arte medievale immerso in uno splendido contesto naturale, ti appaga sicuramente della fatica dopo aver percorso i 131 gradini in pietra. Per rispondere alla tua domanda finale: terrò a mente il tuo articolo per una delle prossime vacanze in Trentino, mi hai fatto venire voglia di visitarlo, possibilmente in inverno

    • Rispondi

      Takeanyway

      31/01/2021

      Ti ringrazio tanto Raffaella! Vedrai che turbinio di emozioni quando arriverai al cospetto del Santuario 😍

  5. Rispondi

    Serena, FaccioComeMiPare.com

    26/01/2021

    Una cartolina natalizia e non c’era nessuno in giro! 🙂 La pineta innevata doveva essere da sogno.

    • Rispondi

      Takeanyway

      31/01/2021

      Sì, “effetto Narnia” assicurato! 😉

  6. Rispondi

    Sara - Slovely.eu

    26/01/2021

    Non sono mai stata in Val di Non e ovviamente nemmeno al santuario di San Romedio, ma sicuramente mi hai fatto venire una gran voglia di andarci! Amo particolarmente le antiche chiese arroccate tra le montagne e questa sembra davvero splendida. Sono poi luoghi di mi danno serenità. Grazie per avermelo fatto conoscere! 🙂

    • Rispondi

      Takeanyway

      31/01/2021

      Grazie a te, Sara! È vero, posti come questo infondono un gran senso di quiete: nulla di meglio per riconciliarsi col mondo e con se stessi ☺️

  7. Rispondi

    Cristina Giordano

    27/01/2021

    Ciao non sono mai stata da quelle parti ma è un posto meraviglioso e suggestivo da visitare, non ti invidio la sfacchinata tra la neve ma ne valeva la pena, belle foto

    • Rispondi

      Takeanyway

      31/01/2021

      Grazie Cristina! Ti tranquillizzo: la meraviglia che si ha intorno è così grande da appianare ogni salita 😃

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FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao, benvenuti su Takeanyway! Sono Francesca, di professione giornalista e creativa, per passione viaggiatrice in cerca di storie. Viaggio per abbattere frontiere, per catturare scorci, per nutrirmi di incontri e curiosità, per scoprire in punta di piedi luoghi e popoli vicini e lontani da raccontarvi qui. Lasciatevi ispirare e fate buon viaggio.

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