Lago Titicaca, sorprese in technicolor su Isla Taquile

Perù Popoli
online da
21/09/2017

Uomini che lavorano a maglia? Esistono! Li ho incontrati in Perù, su un isolotto nel lago Titicaca, e sono pazzeschi. Incrociano i ferri con rapidità e perizia, intrecciano un filo con l’altro, disegnano una trama che è un’esplosione di colori.

Isla Taquile, nel cuore delle Ande

Siamo nel bel mezzo delle Ande, oltre quota 3800 metri. Dalle acque del Titicaca, il lago sacro agli Inca, esteso più dell’intera Umbria, affiora Isla Taquile.

L’isola è un pugno di terra color mogano e uno scrigno di tradizioni plurisecolari, custodite con cura dalla sua piccola comunità quechua.

Pelle scura e guance accese di rosso, i Taquileños camminano svelti su e giù per l’isola, silenziosi. Ogni incontro sono occhi che si sfiorano e labbra che si incurvano in un timido sorriso. Mi offrono tutti il buongiorno in quechua – “Allin p’unchay!” – lo sguardo gentile che si abbassa appena dopo aver incrociato il mio.

Percorro lentamente il sentiero che scala uno dei versanti dell’isola, fiancheggiando i terrazzamenti coltivati a mais, quinoa, fave e patate. Il mio respiro affaticato dall’altitudine è il solo rumore che sento, ma il silenzio a Taquile non dura mai molto: i gruppi di turisti vocianti sono sempre in agguato.

Uomini e lana, che coppia!

Cosa più mi incanta sull’isola è l’abilità degli uomini nel lavoro a maglia. Marciano con i ferri (quasi) sempre in mano e le dita agili ad accavallare i fili di lana sgargiante.

Grandi e piccoli, non c’è differenza: tutti i maschi qui lavorano a maglia la lana, mentre le donne filano e tessono. Un’arte, questa dei Taquileños, che l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio immateriale dell’umanità.

Mi passano accanto altri isolani – camicia bianca, gilet e pantaloni neri – tutti con il tipico berretto lungo in lana. Mi spiegano che è bianco e rosso per i celibi, rosso magenta con fini ricami per chi è sposato, e che realizzano il primo per sé a soli 7 anni di età.

Gli uomini sposati indossano anche un borsello dalle frange arcobaleno e una larga fascia in vita. A tesserli per loro sono le compagne, poco prima delle nozze. Il borsello è il segno tangibile del matrimonio, una specie di fede nuziale che porta solo il marito, mentre la fascia ha la funzione di proteggerlo nel trasporto dei carichi perché, in assenza di mezzi o animali da soma, le attività agricole sui declivi di Taquile sono particolarmente impegnative. Una curiosità: è usanza che la futura sposa si tagli i capelli e li utilizzi, uniti alle corde, per tessere la fascia protettiva del marito, poi ricoperta da un’altra decorativa.

Donne e bambini, tripudio di colori

Procedendo verso l’interno dell’isola, incontro una donna curva, il volto solcato da rughe profonde. Scambiamo un breve saluto, le sfioro le mani callose e ruvide. Forse, una centenaria: non è raro incontrarne sulle isole del Titicaca dove la vita, pur faticosa, non conosce stress.

Nonostante l’età, ha lunghi capelli corvini, raccolti in due trecce: qui, mi viene spiegato, si usa uno shampoo naturale che mantiene scure le chiome.

Per i turisti in arrivo c’è una donna vestita a festa, misurata esuberanza, e poi tanti bambini nei loro semplici maglioncini colorati, curiosi ma indecisi se farsi avanti con gli stranieri. Le mamme, riservate, sono avvolte in ampi scialli e gonne nere. Non deve sorprendere se, fra le tinte vivaci dell’isola, ci sia spazio per il nero: è il colore che attrae l’energia del sole, importante tanto quanto il bianco, che simboleggia la luna, e l’onnipresente rosso tendente al fucsia, che è segno di festa.

Rosso come la terra dell’isola, come l’argilla di cui sono fatte le case, basse, con una porticina di ingresso e rare finestrelle: non servono spazi interni ben illuminati quando si passano le giornate all’aperto. A Taquile la vita è fuori, dall’alba al tramonto, tra i campi a terrazze, separati gli uni dagli altri da muretti a secco e da insoliti cancelletti in legno: le cerniere che li chiudono sono suole in gomma di vecchi sandali… il riciclo qui è uno stile di vita!

In cima all’isola

Seguendo un bel sentiero lastricato mi ritrovo sul punto più alto della mia passeggiata sull’isola, dove un arco in pietra sale a toccare le nuvole. Da quassù ammiro il blu intenso del lago incorniciato in lontananza da schiere di vette.

La serenità che respiro è lontana anni luce dalla frenesia di Puno, la più vicina città costiera. Soltanto il cielo è agitato; esplode a tratti in una pioggia sferzante, che ingrigisce le acque del Titicaca. Ma non la bellezza dell’isola che, sotto di noi, rotola verso il lago tra eucalipti e pascoli di pecore, finché l’erba non sfuma in una baia di sabbia dorata.

Isla Taquile ha un’atmosfera unica e infonde una pace che in Perù non ho trovato altrove. Anzi no, forse a Sillustani, ma ve lo racconterò in un altro post. Intanto, se questo vi è piaciuto, condividetelo! 🙋🙋‍♂️

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4 commenti
  1. Rispondi

    Vanna

    22/09/2017

    Bravissima Francy, leggendo il tuo articolo viene voglia di preparare le valigie e partire alla scoperta di questa isola spettacolare ed unica!!

    • Rispondi

      francivinai

      22/09/2017

      Grazie mille!!! Sono contenta di averti portato su quest’isola con me, anche se solo con il pensiero 😉

  2. Rispondi

    Maria Grazia Vinci

    04/11/2017

    Il Perù deve essere un Paese che regala mille emozioni, si capisce dalle tue parole Francesca! L’anno prossimo toccherà a me andarci e vivere luoghi come il Lago Titicaca e le sue isole… Passerò ancora di qui per farmi ispirare! A presto, Mery 🙂

    • Rispondi

      francivinai

      04/11/2017

      Grazie! Questo Paese è un’esplosione di colori ed emozioni, vedrai che anche tu tornerai con un sorriso grande così! Ho ancora tantissimo da raccontare del Perù, io ti aspetto qui 🤗

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FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao! Dietro Takeanyway ci sono io: viaggiatrice, giornalista e creativa. Su questo travel blog non trovate consigli pratici o recensioni, ma emozioni. Trovate scorci, sguardi, percorsi e pensieri in giro per il mondo. Viaggio per scoprire in punta di piedi luoghi e popoli vicini e lontani e per raccontarveli con parole e immagini. Lasciatevi ispirare e fate buon viaggio!

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