Non è un viaggio per tutti. E non perché sia difficile arrivarci, a Narbona, ma perché la meta è davvero insolita. Parlo di un paese fantasma in cui rimbombano adrenalina e scoperta, dove c’è lo strazio di un vecchio borgo di montagna, desolazione e abbandono.
Ci arrivo dopo alcuni chilometri a piedi sul sentiero che parte da Colletto, una frazione di Castelmagno in Valle Grana, provincia di Cuneo. Ad accogliermi, un grappolo di case in pietra, grigia come un cielo tempestoso, che fanno capolino tra cumuli di macerie, le case che non ce l’hanno fatta.
Narbona è silente, ombrosa, austera. È una piccola borgata che, come tante altre, si arrampica a fatica sul versante di un pendio, una casa sopra l’altra. Ma Narbona non è come tutte le altre. È un paese abbandonato che trattiene fra le insenature delle sue pietre i respiri di chi ci ha vissuto.

All’inizio del Novecento ci abitavano più di cento persone e mi sembra impossibile, considerata la posizione isolata e impervia. Alla fine degli anni Cinquanta – ho letto – le cose cambiarono: negli anni del boom economico il richiamo della grande città, Torino, mise in moto l’esodo a valle. Nel 1960 anche gli ultimi irriducibili lasciarono Narbona.

In esplorazione
E oggi? Oggi è rimasto tutto com’era. O quasi, se si escludono i danni provocati dal tempo, dalle intemperie e da qualche ladro.
All’ingresso del paese fantasma, nascosta tra mucchi di pietre franate, c’è la chiesetta, miracolosamente intatta, con le panche in legno su cui siede solo la polvere e le pareti scrostate di pesca e blu elettrico.

Qua e là un ballatoio in legno, tenacemente addossato al muro di un’abitazione. Mi infilo tra le strettoie di Narbona, incredibilmente ripide, che si fanno largo tra le case.

Mi fermo ad ogni finestra, ormai senza vetri, per guardare le stanze piccole e basse, arredate in modo essenziale, e quelle sventrate perché le travi marce hanno ceduto.
Dove posso, mi addentro con il cuore a mille, un po’ per il pericolo di un crollo, un po’ per l’emozione di sbirciare stralci di vite passate.
È un richiamo irresistibile e io sono curiosa come un gatto. Miao. Con passo felpato, mi muovo sul pavimento sconnesso e scruto nella semioscurità un mondo rimasto fermo a sessant’anni fa.


Una credenza aperta, un tavolo in legno scuro, un piatto rotto e una bottiglia impolverata, in paziente attesa. La damigiana in un angolo, un cesto appeso, il muro annerito dalla fuliggine sopra il camino. Un letto in ferro battuto, il materasso spesso e gonfio, un pesante baule in legno, una scarpa solitaria.

Sensazioni
Tutto tace. Nessun fuoco animerà ancora il paese fantasma: la neve e il gelo l’hanno spento per sempre. Eppure, questo borgo non si arrende, è forte e testardo come la gente di montagna. Le sue case più coraggiose resistono e, dietro un velo di malinconia, sono vive.
Hai presente quei ritratti dallo sguardo così vivido che sembrano seguirti dalle tele mentre ti sposti? È questa la sensazione che ho a Narbona. Un borgo vibrante, nonostante tutto. Forse, di notte, gli armadi si chiudono per ripararsi dal freddo, le tavole si sparecchiano e i letti tornano a scricchiolare… 👻
Tu sei mai stat* in un luogo abbandonato? È stato inquietante, sorprendente o cos’altro? Oppure non hai mai pensato di visitarne uno ma l’esperienza ti attrae? Se ti va, dimmelo nei commenti! 😊
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Michelangelo
Non sono mai stato a Narbona, devo rimediare. In compenso una decina di anni fa sono stato a Craco un paese abbandonato in Basilicata. Posto molto bello e utilizzato come set di parecchi film.
francivinai
Grazie! Hai proprio ragione, Craco è un altro posto spettrale. Tu sei riuscito a visitarlo? Io purtroppo no: la curiosità era tantissima, ma era tutto sbarrato… L’ho ammirato solo dall’esterno, pietra su pietra, sopra un cucuzzolo super scenografico! Spero tanto di tornarci per una visita guidata e di raccontarlo qui sul blog 😉
Michelangelo
Mi sembra che dal 2011 abbiano organizzato dei percorsi interni per visitarla. A me aveva portato li un ragazzo del posto con cui giocavo a calcio e che mi aveva ospitato li in ferie. Sono andato a ripescare le foto e sono del 2004! Anche in liguria a Balestrino c’è una parte di paese fantasma, ma non so se sia accessibile. Comunque inconsapevolmente penso che Craco sia stata la mia prima uscita fotografica URBEX!
francivinai
Figooo! L’urbex ti apre mondi paralleli… per la serie “non aprite quella porta” (se no, non ci esco più) 😆
Samuele
Ecco, Narbona. Era in programma quest’estate; poi complici altri eventi non sono riuscito ad andare. Sarà per la prossima primavera. 😉
francivinai
In posti come Narbona, purtroppo, ogni anno che passa c’è qualcosa in meno da scoprire… 😓 Ma per la voglia di avvicinarsi a tempi perduti, no, per quella non è mai troppo tardi 😊