Narbona, scorci di un paese fantasma

Avventura Italia
online da
14/09/2017

Non è un viaggio per tutti. E non perché sia difficile arrivarci, a Narbona, ma perché la meta è davvero insolita. Parlo di un paese fantasma in cui rimbombano adrenalina e scoperta, dove c’è lo strazio di un vecchio borgo di montagna, desolazione e abbandono.

Ci arrivo dopo alcuni chilometri a piedi sul sentiero che parte da Colletto, una frazione di Castelmagno in Valle Grana, provincia di Cuneo. Ad accogliermi, un grappolo di case in pietra, grigia come un cielo tempestoso, che fanno capolino tra cumuli di macerie, le case che non ce l’hanno fatta.

Narbona è silente, ombrosa, austera. È una piccola borgata che, come tante altre, si arrampica a fatica sul versante di un pendio, una casa sopra l’altra. Ma Narbona non è come tutte le altre. È un paese abbandonato che trattiene fra le insenature delle sue pietre i respiri di chi ci ha vissuto.

All’inizio del Novecento ci abitavano più di cento persone e mi sembra impossibile, considerata la posizione isolata e impervia. Alla fine degli anni Cinquanta – ho letto – le cose cambiarono: negli anni del boom economico il richiamo della grande città, Torino, mise in moto l’esodo a valle. Nel 1960 anche gli ultimi irriducibili lasciarono Narbona.

In esplorazione

E oggi? Oggi è rimasto tutto com’era. O quasi, se si escludono i danni provocati dal tempo, dalle intemperie e da qualche ladro. All’ingresso del paese fantasma, nascosta tra mucchi di pietre franate, c’è la chiesetta, miracolosamente intatta, con le panche in legno su cui siede solo la polvere e le pareti scrostate di pesca e blu elettrico.

Qua e là un ballatoio in legno, tenacemente addossato al muro di un’abitazione. Mi infilo tra le strettoie di Narbona, incredibilmente ripide, che si fanno largo tra le case. Mi fermo ad ogni finestra, ormai senza vetri, per guardare le stanze piccole e basse, arredate in modo essenziale, e quelle sventrate perché le travi marce hanno ceduto. Dove posso, mi addentro con il cuore a mille, un po’ per il pericolo di un crollo, un po’ per l’emozione di sbirciare stralci di vite passate.

È un richiamo irresistibile e io sono curiosa come un gatto. Miao. Con passo felpato, mi muovo sul pavimento sconnesso e scruto nella semioscurità un mondo rimasto fermo a sessant’anni fa.

Una credenza aperta, un tavolo in legno scuro, un piatto rotto e una bottiglia impolverata, in paziente attesa. La damigiana in un angolo, un cesto appeso, il muro annerito dalla fuliggine sopra il camino. Un letto in ferro battuto, il materasso spesso e gonfio, un pesante baule in legno e una scarpa solitaria.

Sensazioni

Tutto tace. Nessun fuoco animerà ancora il paese fantasma: la neve e il gelo l’hanno spento per sempre. Eppure, questo borgo non si arrende, è forte e testardo come la gente di montagna. Le sue case più coraggiose resistono e, dietro un velo di malinconia, sono vive.

Hai presente quei ritratti dallo sguardo così vivido che sembrano seguirti dalle tele mentre ti sposti? È questa la sensazione che ho a Narbona. Un borgo vibrante, nonostante tutto. Forse, di notte, gli armadi si chiudono per ripararsi dal freddo, le tavole si sparecchiano e i letti tornano a scricchiolare… 👻

Voi siete mai stati in un luogo abbandonato? È stato inquietante, sorprendente o cos’altro? Oppure non avete mai pensato di visitarne uno ma l’esperienza vi attrae? Se vi va, ditemelo nei commenti! 😊

Se questo post vi ha ispirato, condividetelo con un clic sul vostro social preferito 👇 Grazie!

TAG
DAI UN'OCCHIATA ANCHE QUI
6 commenti
  1. Rispondi

    Michelangelo

    21/09/2017

    Non sono mai stato a Narbona, devo rimediare. In compenso una decina di anni fa sono stato a Craco un paese abbandonato in Basilicata. Posto molto bello e utilizzato come set di parecchi film.

    • Rispondi

      francivinai

      22/09/2017

      Grazie! Hai proprio ragione, Craco è un altro posto spettrale. Tu sei riuscito a visitarlo? Io purtroppo no: la curiosità era tantissima, ma era tutto sbarrato… L’ho ammirato solo dall’esterno, pietra su pietra, sopra un cucuzzolo super scenografico! Spero tanto di tornarci per una visita guidata e di raccontarlo qui sul blog 😉

      • Rispondi

        Michelangelo

        22/09/2017

        Mi sembra che dal 2011 abbiano organizzato dei percorsi interni per visitarla. A me aveva portato li un ragazzo del posto con cui giocavo a calcio e che mi aveva ospitato li in ferie. Sono andato a ripescare le foto e sono del 2004! Anche in liguria a Balestrino c’è una parte di paese fantasma, ma non so se sia accessibile. Comunque inconsapevolmente penso che Craco sia stata la mia prima uscita fotografica URBEX!

        • Rispondi

          francivinai

          22/09/2017

          Figooo! L’urbex ti apre mondi paralleli… per la serie “non aprite quella porta” (se no, non ci esco più) 😆

  2. Rispondi

    Samuele

    30/10/2017

    Ecco, Narbona. Era in programma quest’estate; poi complici altri eventi non sono riuscito ad andare. Sarà per la prossima primavera. 😉

    • Rispondi

      francivinai

      31/10/2017

      In posti come Narbona, purtroppo, ogni anno che passa c’è qualcosa in meno da scoprire… 😓 Ma per la voglia di avvicinarsi a tempi perduti, no, per quella non è mai troppo tardi 😊

LASCIA UN COMMENTO

FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao! Dietro Takeanyway ci sono io: viaggiatrice, giornalista e creativa. Su questo travel blog non trovate consigli pratici o recensioni, ma emozioni. Trovate scorci, sguardi, percorsi e pensieri in giro per il mondo. Viaggio per abbattere frontiere, per scoprire in punta di piedi luoghi e popoli vicini e lontani e raccontarveli qui. Lasciatevi ispirare e fate buon viaggio!

takeanyway-vittoria-momondo-miglior-travel-blog
error: Il copyright non è un optional! 😉