Alba e sentieri da fiaba nel Bryce Canyon, Utah

Avventura Natura Stati Uniti
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15/11/2020

Lo Utah che ho conosciuto è asfalto che insegue l’orizzonte, vento che soffia suggestioni, deserto che aggira montagnole. È silenzio e passaggio. Terra riarsa, cespugli testardi, altopiani striati di cremisi.

Ho macinato chilometri viaggiando sulle strade dello Utah meridionale, dal parco nazionale di Zion al Bryce Canyon, prima di spingermi poco più a sud, appena oltre il confine con l’Arizona, tra le meraviglie di Horseshoe Bend, Antelope Canyon e Grand Canyon.

Voglio raccontarvi qui del Bryce Canyon National Park, non un canyon vero e proprio ma un rincorrersi di vallate dai colori e dalle forme bislacche, modellate nel corso di milioni di anni. Un complesso di pinnacoli di roccia che ricordano le canne di un immenso organo pronto a diffondere una sinfonia ben collaudata con le forze della natura.

Ho attraversato in auto il parco da un’estremità all’altra, viaggiando tra i 2.400 e i 2.700 metri di altitudine, godendo di panorami unici al mondo. Ma ciò che più ho amato è stato percorrere a piedi i sentieri di questa terra fatata. Pronti a rivivere il viaggio con me? Andiamo!

In viaggio verso Sunrise Point

È ancora buio quando partiamo in auto da Bryce Canyon City per addentrarci nel parco nazionale, distante meno di 5 chilometri.

L’aria del primissimo mattino mi investe di schegge fredde non appena uscita dall’hotel. Torno indietro in fretta per recuperare una giacca, una sciarpa e un paio di pantaloni lunghi. Se tra poche ore il sole ci infiammerà, per ora la temperatura non si azzarda a salire sopra i 10° C.

La strada buia si srotola dritta davanti a noi, a farci compagnia un cielo immenso di stelle. Ma non splendono più come qualche ora fa: a tarda sera scintillavano come ballerini su una pista da gran Gala; la via lattea, un’onda svolazzante di abiti in chiffon.

Adesso che la notte è meno cupa scorgo le centinaia di abeti che riposano ai lati della strada, i profili immobili come se aspettassero l’inizio del nuovo giorno per tornare alla vita.

Senza accorgercene superiamo i confini del Bryce Canyon National Park: è troppo presto per i controlli al gate e il centro visitatori è ancora chiuso. Cartina in mano, proseguiamo lungo la strada principale che procede nel cuore del parco e svoltiamo a sinistra dopo un paio di chilometri seguendo le indicazioni per Sunrise Point.

L’alba sul Bryce Canyon

Parcheggiata l’auto, proseguiamo a piedi su un sentiero dal fondo roccioso che si insinua tra ali di pini e abeti. Ogni passo è uno scricchiolio di granelli di sabbia e ghiaia, il respiro gelido.

All’improvviso il sentiero svolta, lascia la foresta e inizia a correre lungo il ciglio di un dirupo, sopra una vastissima conca che si scorge a poco a poco nel buio in dissolvenza.

Il cielo ad est impallidisce e diffonde una luce rosata tra i pinnacoli rocciosi che a migliaia affollano la conca. Si innalzano come guglie di un’immensa cattedrale a tinte rosse, rosa, avorio. Li chiamano hoodoos e non ce n’è uno uguale all’altro. Qua e là alberi e cespugli inseriscono degli intarsi smeraldo.

Il sole si alza in fretta, mi intiepidisce il viso e infuoca i dislivelli del Bryce Canyon. È uno spettacolo così commovente che non so dove fermare lo sguardo, la bocca aperta in una O di sorpresa. Sta succedendo anche a voi, vero?

L’incanto dell’alba svanisce all’improvviso come un incantesimo spezzato mentre mi assale la voglia di vivere il parco da una nuova prospettiva, di passeggiare tra gli hoodoos dopo averli divorati con lo sguardo.

E così, dal Sunrise Point proseguiamo per 4,6 chilometri su un sentiero ad anello che combina il Queen’s Garden Trail con il Navajo Loop Trail.

Ai piedi della Regina nel Queen’s Garden

Dal punto panoramico in cui abbiamo salutato l’alba, imbocchiamo il sentiero segnalato come Queen’s Garden Trail, un tracciato spolverato di terra sabbiosa che scende nella conca e, a poco a poco, si insinua tra le guglie. Ho l’impressione di attraversare una selva incantata, fatta di speroni e creste rocciose che si levano al cielo in forme bizzarre. Sfumano dal rosso all’arancione, dall’ocra al bianco, come fiamme di un incendio indomabile pronto a rapirmi.

Finché non intravedo lei, la Regina. Non è facile accorgersi della sua presenza, eppure c’è… con un po’ di fantasia. Il profilo regale, la corona sul capo, la veste sontuosa, non può che essere Sua Maestà a dominare dall’alto un giardino di rocce, pini e arbusti.

A dirla tutta, la formazione rocciosa fotografata (chissà quanto tempo fa) nel pannello illustrativo ai suoi piedi somiglia davvero ad una sovrana mentre quella osservabile ora è meno verosimile, non trovate anche voi? La roccia ocra è in via di disgregazione come ogni altro hoodoo del parco, soggetto all’azione incessante dell’acqua e del ghiaccio che modellano le pietre come un soffio di vento fa con le nuvole.

Nelle gole del Navajo Loop

Dal giardino della Regina, anziché tornare al Sunrise Point ripercorrendo in senso inverso lo stesso sentiero, imbocchiamo il Navajo Loop Trail, che ci farà scoprire nuovi scorci del Bryce Canyon prima di riportarci al punto di partenza.

Attraversiamo tunnel scavati nella roccia, freschi ripari all’arsura, mentre il sole getta ombre aguzze sul sentiero e fra le strette gole che si aprono ai suoi lati, inframezzando colonne che si assottigliano verso l’alto fino a 30 metri.

Qua e là decine di pini alti e scarni spuntano come funghi nel bosco roccioso. Molti hanno radici che fuoriescono dalla terra secca e compatta; è come se la strega di una fiaba le avesse convinte con l’inganno a sbucare dal sottosuolo per poi immobilizzarle in un maleficio: per sempre lì, esposte all’arsura e alle intemperie in un impossibile azzardo della natura. Eppure quegli alberi sono vivi e vegeti, resistono con la tenacia delle loro chiome striminzite.

Il sentiero abbandona la conca del Bryce Canyon, sale fra strette pareti e fa zigzag nel mezzo di picchi alti come palazzi su cui rimbalzano lame di luce ramata. È il passaggio noto come Wall Street, tra i più suggestivi del percorso.

Arrivati in cima, si apre davanti a noi Sunset Point a picco sull’anfiteatro roccioso. Un palcoscenico affollato di attori che, in un gioco corale, recitano uno spettacolo grandioso, tinto di rosso e arancio. È una scena ipnotica che ci riaccompagnerà lungo il Rim Trail fino a Sunrise Point.

***

La nostra camminata finisce qui, spero vi abbia incantato tanto quanto ha fatto con me. O forse avete provato davvero una o più escursioni nel Bryce Canyon, scovando altri scorci memorabili? Ditemelo nei commenti e, come sempre, se avete dubbi o siete in cerca di suggerimenti per il vostro viaggio, non esitate a contattarmi 🙂

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14 commenti
  1. Rispondi

    Samu & Marghe - Dovesiba

    19/11/2020

    Canyon è uno dei luoghi dove vorremmo andare prima o poi, le foto sono bellissime complimenti davvero. Sembrano luoghi marziani davvero bello il racconto.

    • Rispondi

      Takeanyway

      19/11/2020

      Grazie mille! Felice di avervi fatto assaporare questo angolo d’America 🤗

  2. Rispondi

    Cla

    19/11/2020

    Che bello! Sogno di fare un viaggio alla scoperta dell’Utah. Il Bryce Canyon è davvero una meraviglia.

    • Rispondi

      Takeanyway

      19/11/2020

      Ti auguro di cuore di realizzare il tuo sogno, vedrai che spettacolo! 🙂

  3. Rispondi

    Sara Slovely.eu

    19/11/2020

    Che paesaggi mozzafiato! Ecco un’altra meta da aggiungere alla mia lista dei desideri. Complimenti per l’articolo, bellissime le foto, ma anche il testo, mi piace molto come scrivi. Leggendo la tua descrizione dell’alba sembra davvero di riviverla assieme a te.

    • Rispondi

      Takeanyway

      20/11/2020

      Ti ringrazio tanto, Sara! È bello condividere emozioni che arrivano al cuore di altri viaggiatori 🤗

  4. Rispondi

    Raffaella M.

    19/11/2020

    Avevo visto le foto del viaggio che avevano intrapreso una coppia di amici nel 2018 ed ero rimasta folgorata dalle bellezze naturali del Bryce Canyon. Devo però ammettere che le tue foto con la trascrizione delle emozioni e delle sensazioni che hai provato camminando in questo splendido anfiteatro naturale mi hanno letteralmente rapita, mi sono quasi sentita catapultare in quel luogo senza tempo ed oserei dire fatato. Mi affascinano quegli abeti di Douglas che si innalzano dal fondo dei canyon verso la sommità di queste piramidi di roccia alla ricerca di luce, sono la dimostrazione della forza della natura. “Guardare la bellezza della natura è il primo passo per purificare la mente”
    (Amit Ray)

    • Rispondi

      Takeanyway

      20/11/2020

      Grazie di cuore, Raffaella! Sono contenta che le mie parole e immagini ti abbiano teletrasportato per qualche minuto nel Bryce Canyon. Siamo in uno di quei luoghi magici in cui la natura è libera di sfoggiare senza inibizioni la sua bellezza più vera e intensa: un ottimo modo – concordo pienamente! – per liberare la mente e far spazio alla pura gioia di vivere.

  5. Rispondi

    Michela

    20/11/2020

    Stessa avventura e percorso ma noi abbiamo anche passato una mezza giornata alla old bryce town!!!

    • Rispondi

      Takeanyway

      20/11/2020

      Ciao Michela, grazie per aver condiviso la tua esperienza 🙂 Anch’io sono stata a Old Bryce Town che, ammetto, mi ha deluso: ho trovato artificiosa l’atmosfera western che si respira, una graziosa riproduzione per turisti senza il fascino del vero, vecchio West.

  6. Rispondi

    MARTINA BRESSAN

    20/11/2020

    Prima di tutto complimenti per le foto.. soprattutto le foto del Canyon all’alba. Quando sono stata negli States non ho avuto modo di vedere il Bryce Canyon ma visto il tuo racconto me ne sto davvero pentendo. Grazie per questo articolo che mi ha fatto viaggiare pur essendo a casa…

    • Rispondi

      Takeanyway

      20/11/2020

      Grazie a te, Martina! Le sconfinate terre del West americano offrono così tante meraviglie che ci vorrebbero mesi per apprezzarle tutte. Anch’io, nella mia lista dei desideri, ho una serie di parchi che non ho potuto visitare durante il mio on the road negli States, ma che sogno di raggiungere un giorno 😉

  7. Rispondi

    Michele Valente

    21/11/2020

    Le tue bellissime foto ed il racconto mi hanno trasportato in quelle luogo fantastico, spero di poterci andare prima o poi, ma penso che rimarrà solo un sogno.

    • Rispondi

      Takeanyway

      24/11/2020

      Grazie Michele! Viaggiare sull’onda di un racconto è bello, ma lo è ancor di più vivere emozioni ed esperienze sulla propria pelle. Ti auguro di realizzare questo sogno!

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FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao! Dietro Takeanyway ci sono io: viaggiatrice, giornalista e creativa. Su questo travel blog non trovate consigli pratici o recensioni, ma emozioni. Trovate scorci, sguardi, percorsi e pensieri in giro per il mondo. Viaggio per abbattere frontiere, per scoprire in punta di piedi luoghi e popoli vicini e lontani e raccontarveli qui. Lasciatevi ispirare e fate buon viaggio!

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