In Valdera, Toscana segreta di borghi e botteghe

Cultura Italia Natura
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02/07/2019

Il mare vicino, le Alpi Apuane a vista. La terra stropicciata in morbide colline, le pennellate di cipressi. Fuori dai classici circuiti turistici, la Valdera, microregione incastonata tra Pisa, Livorno e Firenze, regala natura, borghi e botteghe traboccanti di storia e tradizione.

Pronti a partire con me?

Palaia, fotografia d’altri tempi

Il primo tuffo nel passato ci aspetta nel centro storico di Palaia, genuino e sonnacchioso. Una minuscola pompa di benzina sul marciapiede, un Ape rosso di passaggio, il rifiorire di mattoni sotto l’intonaco dei muri.

Passeggio senza meta lungo la via che attraversa il cuore cittadino, facendosi largo tra le case a picco sulla valle. Svetta sopra i tetti la Torre dell’Orologio.

I colori – corallo, ocra, seppia – ricordano una fotografia d’altri tempi. E in tempi lontani affonda le sue origini Palaia.

Dall’alto della Rocca che domina il borgo, dove secoli fa si ergeva la Cittadella, lo sguardo spazia sulle colline della Valdera, terra di vini e di oli.

Un tiepido sole fa brillare le foglioline degli ulivi che tappezzano i crinali. Il vento smuove le imponenti chiome e le fa squillare di baluginii argentei, quasi fossero scacciapensieri all’arrivo di un temporale.

Vigneti nella sabbia, storie da bere

Il silenzio in Valdera è carico di suadenti respiri. Il brusio dei paesini, il fruscio degli alberi, il sussurro della sabbia.

“Sabbia?!”. Sì, la sabbia di cui sono fatte le colline. Lo scopro tra i vigneti dell’azienda agricola Usiglian del Vescovo, a qualche minuto di strada dal centro di Palaia. Qui le viti affondano le radici in un terreno di sola sabbia.

Mi pare impossibile l’assenza di terra ma Elena, che ci conduce a passeggio tra i filari, è decisa a stupirmi. Si china a raccogliere un mucchietto color ocra tra ciuffi d’erba e lo abbandona in mano al vento: sebbene intriso della pioggia dei giorni scorsi, scivola leggero tra le dita, trasportato da una brezza leggera. Non c’è dubbio che sia sabbia pura.

L’agronomo dell’azienda, Federico, ci spiega che questo terreno, lungi dall’essere arido, possiede molti elementi nutritivi perché un tempo lontanissimo apparteneva ad un fondale oceanico. Lo confermano le conchiglie fossili che affollano le volte degli spazi sotterranei più remoti della tenuta, di origine etrusca. Dall’antica barricaia ai tunnel, la visita alle cantine è un tour suggestivo di luci fioche e aneddoti che profumano i vini.

Sono bicchieri di storia, quelli che assaggeremo. Custodi di nomi, volti e sapori di un tempo. Un ricco quadro armonico tra San Giovese e Chianti, accompagnati da crostini, pecorino, finocchiona e altre prelibatezze a Km zero.

Su e giù di colline in e-bike

Grazie a Biking Tuscany Tour sperimento un modo divertente di vivere la Valdera, la passeggiata in e-bike.

Ci tengo ad evidenziare quella prima “e”, indispensabile per una principiante come me alle prese con le colline toscane, fra salite e discese che si propagano senza sosta.

Partiamo dalla piazza principale di Casciana Terme, su cui si affaccia lo storico centro termale, diretti a Lari. Familiarizzo subito con la pedalata assistita che, alleggerendo ogni fatica, mi fa godere appieno delle bellezze che incontro. È un’esperienza grandiosa.

Davanti a me la striscia di asfalto piega ora a destra ora a sinistra, ai lati sfrecciano ulivi, cipressi e schiere arruffate di canne. Il vento in faccia, il sorriso negli occhi.

Sette chilometri dopo, il borgo di Lari ci accoglie in un abbraccio di bellezza antica e buon cibo. La via si stringe, l’asfalto lascia il passo al lastricato, il sole gioca a nascondino tra le case.

Ci fermiamo accanto ad un muro in mattoni, altissimo, inclinato a mo’ di contrafforte. Mi ci vuole un po’ per capire di essere arrivata alla base di un castello. È talmente svettante sopra Lari che da sotto non ne scorgo neppure la cima.

Vedo soltanto le mura che lo sorreggono, così imponenti da fagocitare lo spazio cittadino che si muove tutt’intorno, stretto tra le case. Il castello lo sorveglia e lo guida dall’alto, come l’albero maestro di una nave in un mare di colline.

Gusto e orgoglio artigiano a Lari

È un borgo autentico, Lari. Come la sua gente.

Come la famiglia Martelli, fondatrice dell’omonimo pastificio all’ombra del castello. Incredibile ma vero: un pastificio immerso nel nucleo cittadino, anziché relegato ad un’area artigianale o industriale in periferia. Nel cuore di Lari, ne assorbe l’energia millenaria e vibra con lui dal 1926.

Nei locali del pastificio Martelli scopro il sapore dell’orgoglio artigiano, lontano dalla frenesia dei grandi numeri.

Scopro la tenacia di una famiglia di pastai, che in un anno produce quanto un pastificio industriale fa in poche ore.

Scopro il rispetto per la materia prima rigorosamente italiana e i benefici di una lavorazione lenta.

Scopro la dedizione del signor Dino, garbo ingentilito di rughe, mentre si aggira tra i macchinari e controlla la trafilatura al bronzo degli spaghetti, che conserveranno il tipico archetto, segno distintivo di artigianalità.

Un’altra fucina di prelibatezze, a pochi passi dal palazzo giallo dei Martelli, è la macelleria Ceccotti. Da fuori una piccola vetrina nascosta nei meandri di Lari, all’interno una bottega stracolma di salumi lavorati con cura.

Lo avverto dalla passione con cui, tra la pietra e i mattoni ruvidi degli ambienti sotterranei della macelleria, Simone ci racconta la filiera corta e le fasi artigianali di lavorazione e conservazione dei salumi.

Nella fresca penombra, alzo gli occhi per ammirare i prosciutti appesi, lasciati a riposare oltre un anno con aglio, pepe e sale di Volterra, protetti tra le possenti mura castellane. Pregusto l’assaggio finale, che non mi deluderà. Il mio preferito tra i salumi provati? Il salame al finocchio.

Lari, un castello all’avanguardia

Una lunga scalinata, a pochi passi dal pastificio Martelli, ci conduce al castello dei Vicari.

Da quassù lo sguardo spazia sopra i tetti rossi di Lari a 360 gradi sull’intera Valdera, da Palaia a Pontedera, fino a Pisa. Piccolissima, avvisto la torre pendente di piazza dei Miracoli, una pianticella tenace contro il vento sferzante.

Il castello di Lari ha origini medievali. Niente torrette né merletti, però: la struttura è stata rimaneggiata nel corso dei secoli e oggi ha le fattezze di un sobrio palazzo, non diverso da quelli che sorgono alla base delle mura su cui si erge.

A contraddistinguerlo ci sono gli stemmi in pietra che, a decine, ornano i muri esterni, lascito dei tanti Vicari che si sono avvicendati a Lari nell’arco di quattro secoli, inviati dal Granduca di Toscana con funzioni di giustizia civile e penale – da qui la presenza delle carceri interne al castello – e di amministrazione finanziaria.

L’ultimo restauro, un paio di anni fa, ha dotato il sito di tecnologie all’avanguardia che hanno reso interattive le visite. Così, oltre ad accarezzare con lo sguardo libri ingialliti dal tempo e affreschi rinascimentali, posso ascoltare racconti di vita castellana direttamente da un Vicario che sbuca, ad altezza naturale, dall’angolo buio di una sala e curiosare tra vecchie storie con l’ausilio di dispositivi touchscreen.

***

Le sorprese in Valdera non finiscono qui. Nel post In volo sulle colline della Valdera tra gusto e mito vi racconto l’adrenalina di un volo sopra le colline toscane, un giro del mondo al sapor di cioccolato, la quiete di una passeggiata a cavallo, la riscoperta di un mito Made in Italy… Curiosi?

Ho viaggiato in collaborazione con l’Ufficio del Turismo di Pontedera e della Valdera.

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2 commenti
  1. Rispondi

    Michelangelo

    19/08/2019

    Interessante e foto molto belle. L’e-bike è il futuro!!!!!

    • Rispondi

      Takeanyway

      07/09/2019

      Grazie Michelangelo! Concordo, spostarsi così facilmente, senza fretta e in modo green è un gran bel modo di viaggiare 🙂

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FRANCESCA VINAI
Italia

Ciao! Dietro Takeanyway ci sono io: viaggiatrice, giornalista e creativa. Su questo travel blog non trovate consigli pratici o recensioni, ma emozioni. Trovate scorci, sguardi, percorsi e pensieri in giro per il mondo. Viaggio per abbattere frontiere, per scoprire in punta di piedi luoghi e popoli vicini e lontani e raccontarveli qui. Lasciatevi ispirare e fate buon viaggio!

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